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» mercoledì, 19 marzo 2008




A VOLTE CAPITA

Succede che uno dei Bamboo cambia città per iniziare la convivenza. Equilibri da costruire, baricentri da re-inventare, trasferte difficili per incontrarsi e fare due chiacchiere insieme. Insomma per farla breve siamo fermi, filmmakingamente parlando (piaciuto il neologismo?). Il nuovo soggetto c'è, una bozza di sceneggiatura pure, ma da qui a dire che si comincia ce ne manca. Per intanto domani ci incontriamo con Francois e l'immarcescibile Focaccina. Riusciranno i nostri due eroi a liberare i Bamboo Boys dalla Terra di mezzo in cui vivono imprigionati. Lo saprete nelle prossime puntate!

scritto da louga | 17:34 | commenti (4)


» mercoledì, 19 dicembre 2007




YOUTUBE MONAMOUR

Giusto per dire: ma voi, lo sapevate, voi, che i corti Bamboo sono disponibili anche su YouTube? Tra una rissa a danni di ragazzini handicappati e un palpeggiamento al culo della professoressa bona, infatti, compariamo noi, con i nostri corti, le nostre miccette e la nostra carica di energia, allegria, simpatia, sciatalgia! Per adesso ci sono solo Kone, Bamba, un vecchio trailer di Souvenir e Cane Escluso, ma badate bene che a poco a poco tutti i corti compariranno su quest'area speciale. Nulla di che, dato che si vedono anche peggio che sul nostro sito ufficiale (sono compressi in flash), però c'è la possibilità di lasciarci i vostri amorevoli commenti direttamente sotto i singoli film! Accettiamo anche un vaffanculo scherzoso... E' il nostro regalo di Natale per voi: ci risentiremo dopo le feste con il nuovo progetto.
PS del 21/12... Non dimenticate di guardare i nostri auguri animati per tutti voi cliccando questo link e cercando di non cadere dalla sedia quando il filmato partirà...!

scritto da pietroizzo | 16:47 | commenti (3)


» martedì, 10 luglio 2007




UN TRANQUILLO FINE SETTIMANA

Ne avevamo tutti bisogno d'una boccata d'aria di mare. Fu una festa. Ci trovammo il giorno avanti l'altro alle diciasette in piazza dello Statuto, Pietro Derossi, Marco Garoffi, ed io, con le nostre provviste di frutte, di salsicciotti e d'ova sode: avevamo anche delle barchette di cuoio e dei bicchieri di latta. Marco portava una zucca con dentro delle erbe aromatiche; Pietro, col suo camiciotto di impiegato statale, teneva sotto il braccio una pagnotta di due chilogrammi. S'andò in omnibus fino ai campi di Mirafiori, e poi su, alla lesta, per il colle di Tenda. C'era un verde, un'ombra, un fresco! Andavamo rivoltoloni nell'erba, mettevamo il viso nei rigagnoli, saltavamo a traverso alle siepi. Pietro zufolava con il sedere, non l'avevo mai sentito zufolare. Andammo su fino al colle, e poi giù per le chine a salti, a rotoloni, fino in Costa Azzurra. Si vedeva una pianura immensa d'acqua, e tutte le montagne con le cime bianche. Passammo due giorni e mezzo di allegra spensieratezza, tra signorine che donavano l'amore e uomini color cioccolato che parlavano di un afgano! E tutti ridevamo, e continuammo così anche quando i soldi che avevamo guadagnato furono finiti. La domenica, dopo un ultimo bagno, scendemmo correndo e cantando, e camminando per lunghi tratti tutti a braccetto, e arrivammo sul Po che imbruniva, e volavano migliaia di lucciole. E non ci separammo che in piazza dello Statuto, dopo aver combinato di trovarci tutti insieme la settimana successiva. Che bel fine settimana!

scritto da louga | 16:44 | commenti (2)


» mercoledì, 09 maggio 2007




IL SOGNO DEL COMANDO

C'è una luce strana negli occhi di Lucia. La Bamboo la coglie, la incamera, e pensa. Un'atmosfera inesorabilmente anni '70 intossica le menti dei B-Boys, e non è nemmeno strano, visto che figli dei '70 lo sono tutti e tre. C'è The Cinema Show che traccia raccordi sul sonoro, per collegare tre idee che forse non hanno nulla in comune, o forse sì. Non senti anche tu quella leggera inquietudine, quell'alito di angoscia? Una mano adunca che si avvicina alla tua gola, proprio prima che scoppi a ghignare chiedendoti "perché"? Questa è la Bamboo. Per ora puoi assaporare l'idea. Torneremo? Chissà. La Bamboo pensa a frammenti, mette insieme i pezzi di un puzzle cosmico fatto di immagini, suoni, musiche, situazioni... fatto soprattutto di fumo. Proprio così: quello che ti racconta la Bamboo ce l'hai ben chiaro davanti agli occhi per qualche minuto e poi... era soltanto un vortice di fumo, un attimo ancora ed è già sparito tutto. Hai sognato tu? O abbiamo sognato noi? O qualcun altro ci sta sognando tutti? La crew si assesta su un loop creativo. Ci siamo già dentro, anche se con gli anni la ruota ci mette di più a girare. Perché la Bamboo è un Diesel, ma quando parte davvero mangia subito la strada. Soprattutto se è una strada fatta di mattoni gialli. Ora stai leggendo questo post. Domani ti sarai dimenticato di noi. Ma noi non ci dimentichiamo di te. Ricordalo.

scritto da pietroizzo | 16:51 | commenti (5)


» mercoledì, 07 marzo 2007




IL CARDINALE, LA MASSAIA E LA FOCACCIA

Ieri la Bamboo spinta da indomabile et insaziabile voglia di arte, convergeva, alle ore 21.30, verso il Teatro Cardinal Massaia, ove il famigerato Focaccina si accingeva a calcare per la prima volta il palcoscenico. Giunti nei pressi del teatro, dopo inenarrabili peripezie e sotto una pioggia avversa, i 3 bambootti incontravano la resistenza di una infingarda cassiera che a tutti i costi faceva loro pagare la somma di euro cinque per la visione dello spettacolo. Una volta abbattuta la cassiera, i prodi bamboo boys si facevano largo tra le file di poltrone nemiche. Si accingevano quindi a godere dello spettacolo, fermamente motivati a scovare nuovi volti e nuovi talenti. Il saggio di fine anno del Teatro delle dieci, di questo si trattava, scorre a tratti veloce, a tratti leeeeento. Gli attori son giovani, si faranno. Poi giunge lui, Marco detto il Focaccina. Truccato come Ramses, si arrampica su calembour con l'equilibrio di Oler Togni e evita mirabilmente di spiaccicarsi al suolo. Applausi e lodi sperticate si levano dai bambootti, nei confronti del prode Marco ma sopratutto della sua collega di teatro. Poi le luci si accendono in sala e compare Fulvia dalla bionda criniera e Pietro Giau che narra del suo nuovo film. Quando le luci si spengono nuovamente, i bamboo si dileguano. Un computer e un video istituzionale da fare li attendono... ma questa è un'altra storia.

scritto da louga | 16:36 | commenti (3)

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